In viaggio

COME ORGANIZZO UN VIAGGIO

Non c’è niente di più facile che entrare in un’agenzia di viaggi e pagare per un pacchetto tutto incluso, indicando solo la meta che si vuole raggiungere.
Ho parlato con diversi turisti che volevano solo sapere a che ora dovevano presentarsi nell’aeroporto di partenza.
La guida scelta dall’agenzia, rigorosamente con bandierina sempre in mano per non far perdere neanche il più distratto, si occupa di consegnare i biglietti aerei, accompagnare il turista in albergo e poi su e giù dal comodo pullman di lusso per fotografare velocemente le varie attrazioni scelte, mangiare nel ristorante i piatti tipici (della sua nazione, così non si sente troppo lontano da casa e dalla quotidianità) e, alla fine del viaggio, foto ricordo di gruppo, ringraziamenti e saluti in aeroporto.
Il “turista gruppo bandierina” è l’opposto del mio modo di viaggiare, ma se ti riconoscessi in questa categoria, non abbandonare subito il mio sito.

PREPARATIVI

Ci sono comunque agenzie di viaggi che capiscono il tipo di cliente davanti a loro e fanno il massimo per realizzare il viaggio su misura.
Cerchi idee per il tuo prossimo viaggio?
Chiedimi come organizzarlo, in modo da rendere più facile anche il lavoro della tua agenzia di fiducia.
Il mio desiderio è solo invogliarti a guardare il mondo con i tuoi occhi.

Se ti affascina questo modo di viaggiare, ti consiglio di iniziare seguendo questi punti:

SCEGLIERE LA META

La prima domanda da farsi è: dove voglio andare?

Viaggia seguendo i tuoi interessi, le tue passioni, i tuoi sogni, le tue follie.
Viaggiando (tanto) ti renderai conto che la Terra diventerà sempre più piccola, i paesaggi sempre più simili, la meraviglia sempre più difficile da provare.
Ma per questi pensieri c’è tempo. E migliaia di chilometri da fare.

Scrivi su un foglio (si, io sono vecchio stile, ma vanno bene anche pc e telefono) alcune destinazioni che ti interessano, anche quelle più lontane e che per ora credi impossibili da vedere di persona.
Tieni quella lista sempre a portata di mano per aggiungere una meta che ti ha incuriosito guardando un video, una foto o leggendo un articolo.
Quando tornerai a casa da quel viaggio, cancella quel sogno che hai realizzato.
Tra qualche anno ti ricorderai da dove hai iniziato e dove non sei ancora arrivato.

Ora che nel tuo foglio ci sono delle mete, dai una priorità.

Per un viaggiatore, il tempo è un nemico con cui fare sempre il conto.
Mi è capitato di dover rinviare un viaggio che avevo in mente perchè i giorni a disposizione non erano sufficienti per realizzare i miei progetti.

Se hai un fine settimana a disposizione, orientati su una città.
Se hai una settimana, potresti riuscire a vederne anche due o tre.
Se hai un mese, potresti visitare diverse città di uno stesso Paese.

Spostarmi tanto durante lo stesso viaggio per vedere tante città o nazioni diverse, mi fa sentire libero per un tempo molto più lungo di quanto effettivamente sono stato lontano da casa.
Non sto esagerando quando dico che un mese in viaggio mi sembra un anno.

Poi è vero, le mie non sono mai vacanze rilassanti ma veri e propri tour de force.
In poco più di 1 mese ho girato anche per 6 nazioni (nel 2019) o per 3 continenti (nel 2025)…

Ma a me piace viaggiare così.

DOCUMENTI NECESSARI

Quando pensi di aver scelto la meta, è fondamentale sapere quali documenti ti servono.
La tua carta d’identità è sufficiente?
Ti basta il passaporto o hai bisogno anche del visto?
Se ti succede qualcosa, hai l’assistenza sanitaria gratuita o ti conviene fare un’assicurazione medica?
Per nuotare nella barriera corallina ti serve il brevetto sub?

Quando scegli la meta, è importante sapere quali documenti ti servono.

La carta d’identità e la tessera sanitaria possono sempre servire ma non sono ovunque sufficienti.
Per ricevere il passaporto possono essere necessari dai 30 giorni a quasi 1 anno quindi organizza tutto per tempo o rischi di dover cambiare meta.
Per alcune destinazioni, è infatti necessario dare i dati del passaporto quando si prenota il volo.

In certi Paesi, oltre al passaporto, ti serve anche il visto.
A volte il visto è un adesivo che l’ambasciata o il consolato mettono sul passaporto.
Qualche volta verrà applicato direttamente alla frontiera (a me è successo in Cambogia, Laos ed Egitto) ma il più delle volte deve essere già presente nel passaporto al momento dell’imbarco in aereo.

Ogni Stato ha le sue regole, quindi bisogna informarsi in anticipo.
I siti ufficiali dell’ambasciata sono più affidabili di quelli del tuo Paese.

In base alla tua residenza, non è sempre necessario andare di persona all’ambasciata o al consolato.
Ci sono delle agenzie che fanno questo per te.

Inoltre, per andare in alcuni Stati, è obbligatorio avere anche l’assicurazione medica.
Secondo me, è una buona idea farla per qualsiasi viaggio.
Può sempre succedere un incidente, un infortunio o una malattia.
In quel caso, ti toccherebbe pagare un sacco di soldi per le tue cure in ospedale.
Quando ho iniziato a viaggiare da solo, quasi nessuno comprava l’assicurazione. Essendomi abituato a farla perchè obbligatoria, ho sempre scelto quella annuale multiviaggio.
Allora costava circa € 100,00 ma adesso che quasi tutti la fanno, il costo delle polizze si è moltiplicato.
In base al viaggio, ti consiglio di fare quelle di durata mensile o addirittura settimanale.
Comunque, oltre alla parte sanitaria, sei coperto anche in caso di perdita del bagaglio, furti, ritardi oltre le 3 ore o cancellazione viaggio.

Per ogni evenienza, io mi porto sempre anche la patente e il brevetto sub.

Inoltre, preferisco avere tutte le prenotazioni e le copie dei documenti in formato cartaceo.

La Lonely Planet era il manuale indispensabile per ogni vero viaggiatore.
Ultimamente la sua importanza è scesa molto, dato che i consigli non sempre sono aggiornati.
Però può sempre esserti utile.
Oltre al suo status symbol, c’è (qualcosa) di più.

COME ARRIVARE A DESTINAZIONE

Ora è il momento di prenotare. Scegli il mezzo di trasporto adatto alle tue esigenze e alle tue tasche.
La ricerca non sarà rapida, ma può essere divertente.
Di solito il primo sito che guardo per i collegamenti aerei è Momondo.
Comincio a inserire la mia città di partenza e quella di prima destinazione.
Tranne le compagnie low cost, i voli andata/ritorno costano meno di uno sola andata.
Cerca quindi di fare le tratte lunghe con la stessa compagnia aerea oppure con compagnie in partnership.
I voli diretti costano più di quelli che effettuano uno o più scali.
Non considerare solo l’aeroporto più vicino a te come punto di partenza, ma cerca anche quelli raggiungibili in auto, treno o con un volo low cost.

Gli aeroporti europei con più rotte sono Madrid, Parigi, Berlino, Francoforte e Londra.
Mosca, Hong Kong, Bangkok, Istanbul o Dubai sono aeroporti dove probabilmente farai scalo per raggiungere Asia e Oceania.
A questi si aggiunge Doha, da cui partono anche numerosi voli diretti in Africa.
Personalmente evito sempre gli scali negli Stati Uniti.

Cerca la combinazione migliore, calcolando anche gli orari di scalo.
Una volta che hai trovato quello che cerchi, fai la stessa ricerca per la seconda e terza destinazione che avevi “messo in classifica” (eventualmente anche la quarta, quinta.. vedi tu quanto tempo vuoi dedicare alla scelta definitiva).
Mi è capitato diverse volte di cambiare completamente viaggio perchè al momento della prenotazione il volo era salito così tanto che rinviavo tutto ad un’altra volta, prenotando per quella che prima era la seconda scelta (o terza, quarta…).

VALIGIA O ZAINO?

La partenza si avvicina ed è ora di pensare al bagaglio.
Bagaglio a mano o da imbarcare in stiva?

Ho iniziato a viaggiare con la valigia.
A prima vista è facile scegliere le ruote ad un peso da portare sulle spalle.
Ma questo è sempre valido?
Ti è mai capitato di dover portare la valigia su per una ripida e infinita scalinata con tutto il suo peso da un lato del corpo e quindi essere completamente sbilanciato?
A me si, in metro a Parigi e in tanti altri posti…
Ti è mai capitato di essere sotto il diluvio in un posto dove le strade sono fatte di sabbia e le ruote della valigia sono solo un ulteriore rallentamento?
A me si, a Isla Holbox in Messico e in tanti altri posti…

Queste disavventure mi hanno spinto a viaggiare zaino in spalla.
O meglio, zaini in spalla.
Ho sempre avuto poca fiducia nella consegna bagagli degli aeroporti e cerco sempre di non imbarcare lo zaino.
Ma questo, soprattutto al ritorno, non è sempre fattibile.
Quindi io mi organizzo così: 2 zaini con diversi usi.

Zaino piccolo

Ho un legame particolare con certi vestiti: alcune magliette, felpe, maglioni e sciarpe hanno girato il mondo con me. Rappresentano ovunque il mio essere.
E poi due cambi, un paio di calzoni, eventualmente costume, maschera e boccaglio.
Per me il telefono è solo un telefono e in viaggio spesso mi dimentico che esiste.

Però mi piace fare le foto e quindi ho sempre le macchine fotografiche a portata di mano: una seria, ma tascabile e con ottimo zoom (Sony HX60).
L’altra sempre seria ma subacquea (GoPro Hero3).
Non devono mai mancare le schede SD ed un accessorio che mi ha salvato spesso e volentieri: il pannello solare portatile con più uscite usb per ricaricare qualsiasi cosa.

Come ho detto, preferisco avere con me le prenotazioni e le fotocopie dei documenti in formato cartaceo.
Anche una penna è sempre utile, così come possono esserlo una corda e, se non sai fischiare, un fischietto.
Porto con me qualche medicina, ma senza caricarmi di cose che non saprei quando usare.
In caso di necessità mi rivolgerei ad una farmacia, un ospedale o mi fiderei della medicina tradizionale.

Zaino grande

Scegliere bene il proprio compagno di viaggi è importante, no?
Questo zaino sarà il tuo compagno di viaggi per anni e quindi devi sceglierlo bene.
Io uso uno zaino Ferrino con telo impermeabile.
Qui alla partenza metto asciugamano, pantofole, calzoni, e cambi vari.
Metto insomma quello che posso attendere in caso di ritardo nella consegna.
Sempre che non riesca a farlo passare come bagaglio a mano. In questo caso metto lo zaino piccolo dentro lo zaino grande.

Al rientro userò lo spazio per i ricordi di questo viaggio…

DOVE PASSARE LA NOTTE

Quando si viaggia, non sempre di notte si dorme sempre, o almeno non con un sonno profondo.
Ogni giorno ha la sua organizzazione.
Domani sarà più utile la colazione dell’albergo, la posizione dell’ostello, l’imbarco rapido in aereo o recuperare il tempo perduto dormendo nell’autobus notturno?

Treno o pullman notturno: Spesso ottimizzo i miei tempi usando questi mezzi per fare spostamenti lunghi. In questo modo risparmio i soldi di una notte in albergo/b&b/ostello e arrivo la mattina a destinazione, pronto ad iniziare una nuova giornata.
Gli autobus notturni hanno sedili talmente grandi e comodi che sembrano veri e propri letti.

Cerca comunque di avere rispetto per chi è nel sedile dietro di te.
Potresti anche aver scelto il sedile totalmente reclinabile, ma se questo implica far male a chi è dietro di te, capiscilo senza dover ricevere rappresaglie per tutta la notte.
In Peru mi è capitato che l’ignorante davanti a me cercasse di reclinare totalmente il suo sedile, anche se sbatteva sulle mie gambe.
Nessuno dei due ha dormito per tutta la notte…

Aeroporto: Ho passato un centinaio di notti in un sacco di aeroporti e qualche stazione, aspettando il primo volo o treno della mattina.
Forse ti sembrerà strano, ma passare una notte in un comodo spazio dell’aeroporto, magari al buio e con una presa elettrica vicina, può essere un’ottimaa scelta, sia economica che di comodità oraria.
E se non mi credi, il sito sleepinginairports.net ti dimostrerà che molti aeroporti sono recensiti in base alle esigenze di un “barbone aeroportuale”.

Ostello: Se ti immagini di dover passare la notte con gli occhi spalancati e il tuo bagaglio sotto il lenzuolo perchè gli altri ospiti della camera sono lì per derubarti ecc., hai un’idea completamente sbagliata dell’ostello.
Ormai sono tanti quelli che hanno anche le camere private con bagno, quindi non devi condividere niente in più che in un albergo.

Se invece scegli un letto in camera condivisa, è vero che potrai trovare tutti gli altri letti occupati (ma qualcuno potrebbe liberare il suo letto alle 2 di notte, qualcuno potrebbe arrivare alle 5.00) ma chi sceglie questa sistemazione vuole:
1) risparmiare
2) chiacchierare in camera o nelle aree comuni
3) conoscere altre persone con cui condividere parte del viaggio
(e non tutti vogliono andare oltre la prima opzione, non sei mica obbligato a parlare)

Non ho mai avuto nessun problema in ostello.
Fai il massimo per essere rispettoso (non fare troppo rumore se devi lasciare la camera nel cuore della notte e non accendere tutte le luci se torni in camera a notte fonda) e tollerante (a tutti capita di russare, non svegliare a cuscinate chi disturba il tuo sonno).

Albergo: a volte capita di trovare offerte convenienti per un albergo piuttosto che per un ostello.
In questo caso, la cosa più importante per me è sempre la zona: deve essere molto vicino a metro, autobus o punti di interesse.
Ti dico un trucco che uso: se la colazione è opzionale, prenoto solo quella del primo giorno.
Se ne vale la pena, quella delle giornate successive la pagherò direttamente in albergo.

B&B: non sono un grande fan dei bed and breakfast perchè di solito costano come gli alberghi e non come gli ostelli.
E poi, anche le politiche di check in e check out sono per me troppo rigide e stringenti.
Per non parlare dei commenti che ho sentito da alcuni proprietari, che vorrebbero ritrovare il letto fatto perfettamente, il pavimento pulito, le stoviglie lavate..
Volete anche la casa ristrutturata?
È per questo che non vado quasi mai in un b&b.

Couchsurfing: un altro modo per viaggiare spendendo pochissimo è farsi ospitare gratuitamente (di solito in cambio di piccoli omaggi, aiuto a cucinare ecc).
In questo modo, si può conoscere la città con gli occhi e l’esperienza di chi ci abita.
Puoi anche contattare chi abita nella tua destinazione per chiedere qualche consiglio o, perchè no, ospitare e dare una mano a chi verrà nella tua città.

LE LINGUE COME LIMITE PER VIAGGIARE

Tante persone evitano di partire per un viaggio impegnativo in autonomia perchè pensano di non riuscire a superare l’ostacolo della lingua straniera.
Tu non parli nessuna lingua oltre all’italiano?

La scuola mi ha insegnato solo l’inglese. E quell’inglese non mi è servito quasi a niente.
Ho sempre avuto una repulsione mentale per l’inglese.
Lo capisco abbastanza bene leggendolo, lo parlo sufficientemente per capire ed essere capito, ma non ho mai accettato la sua superiorità dovuta ad una visione del mondo “anglostatunitensecentrica”.

Non ho mai studiato lo spagnolo ma ormai dicono che sono praticamente madrelingua.
Un po’ per l’influenza che gli Aragonesi hanno avuto sulla Sardegna e quindi sulla lingua Sarda, ma soprattutto per i numerosi viaggi che ho fatto nella penisola iberica e in America Latina.

Ho fatto solo un corso di lingua, precisamente di russo, con l’ottima organizzazione del Consolato Bielorusso a Cagliari.
Questo corso ha sicuramente semplificato i miei soggiorni in Russia, ma non è una conoscenza imprescindibile per chi vuole andare in terra sovietica.

È sicuramente un vantaggio viaggiare con un po’ di conoscenza della lingua del posto o, a seconda della destinazione, dell’inglese, ma quando ho iniziato a viaggiare non avevo parlato altro che l’inglese dentro le mura della mia scuola.

Le lingue si imparano parlandole, si impara a viaggiare solo viaggiando.