Luoghi storici

Città Inca di Machu Picchu: estasi o delusione?

L’IMPORTANZA DELLE ESPERIENZE

Ognuno di noi è frutto delle proprie esperienze e questo è ancora più vero se sei un viaggiatore o una viaggiatrice che gira il mondo per entrare in contatto con popolazioni, culture e tradizioni molto diverse da quelle in cui sei nato.
Viaggiando con occhi, testa e cuore aperto, possiamo solo imparare e migliorare.
In questo caso però, parlo di esperienze riferendomi al fatto che visitando tanti luoghi in giro per il mondo, abbiamo anche vari parametri di confronto.

Visitare un luogo prima di un altro influenza la percezione di bellezza e meraviglia.
Si dovrebbe forse andare in crescendo ma non sempre si può fare.
D’altronde non si può dire che una meta ci piaccia più di un’altra senza averla vista di persona…

Un altro parametro di confronto (magari non per tutti, ma per me e tanti altri si) è la cifra che si spende.
Alcune persone con cui ho parlato, sono andate a Machu Picchu in viaggio di nozze.
Questo è un fattore determinante se si parla di spesa: un conto è avere il viaggio totalmente pagato, un altro conto è andare autonomamente cercando di spendere il meno possibile, o comunque ciò che si ritiene “il giusto”.

BELLO MA…

Questa anticipazione era necessaria per capire i motivi per cui mi viene sempre un po’ difficile parlare di Machu Picchu, il luogo che più di tutti mi ha lasciato un profondo senso di delusione.

Forse dovrei provare a pensare in modo oggettivo, immaginando di essere andato a Machu Picchu senza spendere niente e senza aver visto in precedenza altre meraviglie del mondo (ufficiali o soggettivamente considerate tali).
Ma il web è già pieno di racconti simili.
Io racconto solo ciò che ho visto e le emozioni che ho provato. Nè giuste nè sbagliate ma reali e sincere.

Le mie esperienze passate pesano tanto sulle considerazioni che sto per dire.
Il Peru non è stato il mio primo viaggio, e aver visto prima le città Maya (Palenque e Yaxchilan), la città Azteca di Teotihuacan e i templi di Angkor, fa si che Machu Picchu non mi abbia stupito più di tanto.

Bello ma… sono stato a… qui invece…

 

 

Un altro aspetto che ha alimentato le mie considerazioni negative su Machu Picchu (in questo caso non mi riferisco al sito in sè ma al suo contorno) è la cifra assurda e folle che si è costretti a pagare.
Tante volte mi sono chiesto se avessi sbagliato qualcosa, ma credo che avrei potuto risparmiare poco, e solamente in cambio di un enorme sforzo fisico (fattibile, ma dovevo anche considerare che questa era la parte finale del mio viaggio di un mese in Cile, Argentina, Bolivia e Peru, con uno sbalzo termico di 70°C e un dislivello di circa 6.000 metri).

Tra poco spiegherò tutti i dettagli, ma ti dico già che andare a Machu Picchu costa in media circa 450,00 euro.

Bello ma… lì ho speso… qui invece…

 

STORIA

Machu Picchu, in lingua nativa quechua Machu Pikchu, “vecchia montagna”, è la montagna alta 3.082 metri su cui gli Inca costruirono la città.
Nel tempo, il nome è stato associato anche al sito archeologico.
Patrimonio dell’umanità e una delle sette meraviglie del mondo moderno, è famoso in tutto il mondo per la sua scenografica posizione, incastonato tra le vette della valle del fiume Urubamba.

 

 

La città, o forse solo residenza estiva dell’imperatore e della nobiltà Inca, dovrebbe essere stata costruita intorno all’anno 1440 e abitata sino alla conquista spagnola del 1532 da una popolazione permanente di circa 300 persone, con un picco di 1.000 quando andava l’imperatore.
Poi non è stata mai abbandonata o dimenticata, ma ogni tanto qualche indigeno ci andava a vivere, sfruttando le terrazze agricole e i complessi canali idrici.

Il 24 luglio 1911 lo storico statunitense Hiram Bingham arrivò in cima alla montagna e rimase impressionato da quello che vide.

 

Capendo subito quanto fossero importanti storicamente quelle rovine, ha portato avanti scavi e pubblicazioni internazionali, con il supporto del governo peruviano, dell’Università di Yale e della National Geographic.

 

In pochi anni, Machu Picchu diventò la principale meta turistica del Peru.

 

COME ARRIVARE

Cusco

La prima tappa fondamentale è arrivare nella città di Cusco.
Ci sono almeno due modi, in base alla provenienza e al tempo a disposizione.
L’aeroporto di Cusco è collegato alla capitale Lima con tanti voli giornalieri e i prezzi sono molto bassi.
Può essere la soluzione migliore se hai pochi giorni e arrivi a Lima con voli internazionali (dall’Europa oppure, solitamente, da Città del Messico, Santiago del Cile, Bogotà o Buenos Aires).

Altrimenti puoi arrivare a Cusco in autobus. Questo te lo consiglio se arrivi da sud (per esempio da Nasca o Arequipa) oppure dalla Bolivia (meglio se dopo una sosta di un giorno a Puno per vedere i turistici villaggi galleggianti sul Lago Titicaca).
In questo caso, la soluzione migliore qualità/prezzo dovrebbe essere la compagnia Cruz del Sur.

 

 

L’ho usata per vari spostamenti e gli autobus sono pulitissimi ed impeccabili.
I posti del 1° piano (semi-cama), consentono di dormire serenamente anche se i sedili non si abbassano tanto.

Pensando alla comodità di reclinare il sedile di 170°, scelsi il biglietto per il piano superiore.
Ma, come ogni cosa, ci vuole sempre il rispetto.
È bello sdraiarsi quasi come in un letto, ma significa che la persona dietro non potrà muoversi perchè il sedile anteriore sarà appoggiato sulle sue ginocchia.
Ho passato un intero viaggio di 13 ore a combattere con il “nemico” del sedile davanti a me: lui sbatteva il sedile sulle mie ginocchia per inclinarlo al massimo e io glielo impedivo con pugni e calci nello schienale e nel poggiatesta.
Immagina che viaggio…

 

Da Cusco ad Aguas Calientes

Arrivati a Cusco, bisogna trovare il modo di arrivare ad Aguas Calientes, il piccolo villaggio che sembra essere stato creato solo per sfruttare pesantemente i turisti che vanno a Machu Picchu.

Semplificando, ci sono 4 soluzioni:

1. Zingarata: dalla piazza di Cusco partono i colectivos (furgoni condivisi, il classico mezzo di trasporto in tutto il Sud America) per Hidroelectrica. Il costo del tragitto è di circa € 10,00.
Da Hidroelectica si prosegue a piedi per circa 30 km sino a raggiungere il villaggio di Aguas Calientes.

 

 

2. Treno Perurail: la soluzione più facile, quindi ovviamente anche la più costosa, è il collegamento diretto, attraversando i paesaggi della Valle Sacra degli Inca.
I treni hanno ampie vetrate panoramiche, sedili comodi e offrono uno spuntino e una bevanda in omaggio.
Qualche mese prima della partenza mi sembrava impossibile che il biglietto andata e ritorno costasse quasi 180 euro, e decisi di lasciar perdere, convinto che avrei trovato una soluzione migliore a Cusco.
Invece lì il prezzo era salito a circa 300 euro.

 

 

3. Via di mezzo: non volevo spendere 300 euro, ma ero troppo stanco per pensare di fare 60 km con lo zaino, quindi ho scelto la classica “via di mezzo”.
Ho preso cioè un colectivo da Cusco alla stazione ferroviaria intermedia di Ollantaytambo, e da lì il treno Perurail sino ad Aguas Calientes. Prenotando all’ultimo momento, ho speso circa 110 euro a tratta.

4. Inca Trail: considerato uno dei trekking più belli del mondo, si articola solitamente in 4 o 5 giorni.
I biglietti sono limitati a 500 persone, di cui circa 300 sono le guide locali (obbligatorie).
L’antico sentiero di montagna di 43 km collega i siti archeologici Inca di Runcuracay, Sayacmarca, Phuyupatamarca, Winay Wayna e Machu Picchu.
I prezzi vanno da € 650,00 a € 1.500,00 in base alla durata e alle comodità che si richiedono.

 

 

BIGLIETTO DI INGRESSO AL SITO

Il Governo del Peru cambia spesso le regole e gli orari di accesso (più volte ha tentato di imporre fasce orarie più rigide e tempi di permanenza più corti, sempre a scapito dei visitatori, ovviamente).
Anche se cerco di tenere queste informazioni sempre aggiornate, è meglio fare le verifiche al momento opportuno.

Il sito ufficiale per acquistare i biglietti in modo diretto è www.machupicchu.gob.pe.
Scegli con la massima attenzione la data e l’orario di ingresso, perchè l’accesso è molto fiscale e puntuale.
Teoricamente la permanenza nel sito non è infinita ma gli orari sono limitati in base al tipo di biglietto che si acquista.
Nessuno ti cercherà per sbatterti fuori, ma se sei in difetto (ma non solo), evita di attirare l’attenzione dei guardiani per comportamenti scorretti o vietati.
Per esempio, anche se li ritengo assurdi e vergognosi, sappi che è vietato entrare con zaini o borse più grandi di 40x35x20 cm, non si possono portare cibo o bevande che non siano state acquistate all’interno del sito nè avere bastoni da trekking, ombrelli, treppiedi per macchine fotografiche o supporti per smartphone.

Ci sono 3 tipologie di biglietto:
– Machu Picchu: 2.300 posti al giorno, ingresso limitato alla città Inca, costo circa € 60,00.
I posti sono limitati a 800 accessi dalle 06.00 alle 09.00, 600 dalle 09.00 alle 12.00, 360 dalle 12.00 alle 13.00 e 540 dalle 13.00 alle 14.00.
Teoricamente si può stare dentro il sito 4 ore dal momento dell’ingresso, ma quasi mai fanno controlli a riguardo.

– Machu Picchu + Montagna: 400 posti al giorno, inclusa la visita alla città Inca e il trekking sulla Montagna Machu Picchu, costo circa € 80,00 (sconti per minori, studenti universitari e cittadini di Peru, Bolivia, Colombia ed Ecuador).
Ci sono 3 orari disponibili: 100 posti per entrare a Machu Picchu dalle 06.00 e iniziare il trekking sulla Montagna dalle 07.00 alle 08.00, 100 posti per accedere allo stesso orario alla Montagna ma in città solo dopo il trekking, e ultimi 200 biglietti per l’ingresso a Machu Picchu dalle 08.00 e alla Montagna dalle 09.00 alle 10.00.
Si hanno a disposizione 8 ore totali nel sito mentre il ritorno dalla Montagna deve avvenire entro le 13.00.
Ho scelto di prenotare questo biglietto ragionando sempre con “la via di mezzo”: entrare solo al sito archeologico mi sembrava riduttivo, l’Inca Trail era invece eccessivo e questa montagna è più alta della Huayna Picchu e quindi più panoramica.

L’ascesa alla Montagna Machu Picchu è stata pesantissima, stancante e distruttiva.
Mi avevano detto che ci vogliono dalle 2 alle 4 ore per arrivare in cima e riscendere.
Io posso dire che dopo oltre 2 ore di salita nel sentiero ripido, tra sterrati irregolari e gradini stretti, in mezzo alla giungla e con la fauna rappresentata soprattutto da zanzare e moscerini, ho deciso di fermarmi e scendere.
Anche perchè, al di là dello sforzo fisico e mentale, scalare la montagna è stato molto noioso.
Man mano che si sale, il paesaggio è sempre lo stesso, solo che lo vedi da una maggiore altezza.
Se salendo in cima avessi visto una prospettiva totalmente diversa allora avrei proseguito, ma immaginando di vederlo allo stesso modo non ho trovato la buona motivazione per andare avanti.

È ovviamente un pensiero soggettivo ma, mentre ci si riposa sulle scale, è normale parlare con gli altri “scalatori”.
Nessuno ha trovato la scintilla giusta per convincere gli altri, e soprattutto se stessi, a salire sino in cima.
Tutti siamo partiti entusiasti, ma poi, chi prima e chi dopo, abbiamo rinunciato perchè la fatica era eccessiva rispetto al risultato ottenibile.

 

 

– Machu Picchu + Huayna Picchu: 400 posti al giorno, inclusa la visita alla città Inca e il trekking sulla Montagna Machu Picchu, costo circa € 80,00.
Ci sono 3 orari disponibili: 100 posti per entrare a Machu Picchu dalle 06.00 e iniziare il trekking dalle 07.00 alle 08.00, 100 posti per accedere allo stesso orario a Huayna Picchu ma in città solo dopo il trekking, e ultimi 200 biglietti per l’ingresso a Machu Picchu dalle 08.00 e a Huayna Picchu dalle 10.00 alle 11.00.
Si hanno a disposizione 6 ore totali nel sito mentre l’escursione a Huayna Picchu dura circa 3 ore.

Huayna Picchu è la “giovane montagna” alta 2.693 metri, famosa per comparire dietro il sito archeologico nelle classiche foto panoramiche.
Si sale su un sentiero stretto, ripido e a zigzag, con tratti in cui le scale sono scavate direttamente nella roccia.
Il percorso scosceso e con vari precipizi non è raccomandato a chi soffre di vertigini e inoltre l’accesso è consentito solo ai maggiori di 12 anni.
Dovresti riuscire a raggiungere la cima in circa un’ora, ma non posso confermare questa informazione perche non ho scalato Huayna Picchu.

 

 

IL SITO ARCHEOLOGICO

Ma vediamo più da vicino il sito archeologico di Machu Picchu.
La tenuta reale inca di Machu Picchu si trova dentro la Cordigliera delle Ande, tra le prominenti cime Machu Picchu e Huayna Picchu, su un’alta cresta montuosa con ripidi precipizi sino al fiume Urubamba e vicino alle sorgenti del Rio delle Amazzoni.
È inoltre in una regione altamente sismica, colpita costantemente da forti terremoti e soggetta ad abbondanti piogge.

Nonostante questo, la città è ancora in piedi, a dimostrazione di quanto fosse avanzata la conoscenza tecnica e scientifica della civiltà Inca, che non aveva un linguaggio scritto, non conosceva nè la ruota nè il ferro.

Il complesso è diviso in due grandi aree: la zona urbana e la zona agricola, separate da grandi piazze.
Il sito è ancora in gran parte da decifrare: i nomi e le funzioni delle strutture sono ipotetici e ancora in fase di studio.

La zona urbana

Qui sorgevano le abitazioni e si svolgevano le attività civili e religiose.
Il Tempio del Sole è uno dei migliori esempi di architettura organica Inca e l’unico edificio a pianta circolare di Machu Picchu.
Nella parte inferiore ci sono simboli e gradini, e all’interno ci sono una scultura e nicchie utilizzate per le cerimonie legate al culto dei defunti.
Nella parte superiore, una grande roccia scolpita fungeva da altare mentre le finestre servivano per osservare i fenomeni astronomici.
Per un Sardo è immediato associarlo, sia per forma che per utilizzo, ad un nuraghe.

Sotto il Tempio del Sole, quasi nascosta, c’è una grotta naturale di pietra nota come tomba reale.
Alcuni studiosi pensano che fosse il mausoleo dell’imperatore Inca Pachacutec.

 

 

La capanna del custode è uno dei pochi edifici ristrutturati.
Il suo alto tetto in paglia è l’ipotesi più accreditata di come potrebbero essere state le coperture originiarie delle case.

 

 

 

La zona agricola

Il segreto della sua longevità è il sistema di drenaggio.
La zona urbana ha 129 canali che evitano frane ed erosioni, incanalando tutta l’acqua verso la zona agricola della città e nella zona della sorgente, fornendo così una fonte d’acqua perenne.
Qui sono state costruite le fondamenta delle terrazze agricole con muri di contenimento in pietra, uno spesso strato di terreno superficiale e, in profondità, pietre più grandi, ghiaia e trucioli di pietra scalpellati.

 

 

Questa perfetta opera ingegneristica ha garantito il drenaggio necessario ad evitare il ristagno dell’acqua piovana e l’erosione delle colline.
Non c’era nessun sistema di irrigazione delle terrazze perchè a tale scopo gli Inca ritenevano sufficiente la pioggia.

 

 

RIEPILOGO SPESE

In questo calcolo preferisco tralasciare i costi, troppo variabili e soggettivi, per arrivare da qualsiasi luogo del mondo alla città di Cusco.
Mi concentro quindi su come raggiungere Machu Picchu da Cusco.

Cusco: la città merita assolutamente qualche giorno dedicato ma, al di là di questo, conviene dormire qui dopo aver visitato il sito archeologico.
Si potrebbe restare ancora ad Aguas Calientes ma, come detto prima, i costi sono molto più alti, mentre a Cusco si trova un letto a soli 5 euro.

Treno: il prezzo cambia a seconda del periodo di viaggio, della data di prenotazione (io ho aspettato all’ultimo giorno e ho prenotato direttamente a Cusco perchè non pensavo che i prezzi visti online fossero davvero reali) e della stazione di partenza.
Orientativamente si possono stimare 150 euro da Cusco ad Aguas Calientes e 100 euro dalla stazione intermedia di Ollantaytambo ad Aguas Calientes.
Quindi € 300,00 o € 200,00 andata e ritorno.

 

 

Colectivos: l’alternativa al treno è usare i colectivos (furgoni con i quali condividere il viaggio con altre persone) per raggiungere in circa 7 ore la cittadina di Hidroelectrica e da lì proseguire a piedi lungo i binari ferroviari per quasi 15 chilometri, sino a raggiungere Aguas Calientes.
I colectivos si possono usare anche per il tragitto Cusco – Ollantaytambo.
In entrambi i casi le cifre si aggirano intorno ai 5-10 euro.

Aguas Calientes: una notte qui è praticamente obbligatoria e difficilmente si trova un alloggio sotto i 20 euro.
Qualsiasi cosa (souvenir, bevande o semplici empanadas) ha un prezzo almeno triplicato rispetto a quanto si pagherebbe a Cusco. Quindi organizzati prima per non lasciare cifre folli al mercato o in un ristorante.

 

 

Autobus: accedere al sito alle 06.00 implica una sveglia ben prima dell’alba, per poter essere in fila alla fermata dell’autobus almeno alle 03.30 del mattino. Un eccessivo ritardo significa dover fare una fila chilometrica che al solo vederla potrebbe farti scoppiare in un disperato pianto nevrotico.
Gli autobus partono da Aguas Calientes dalle 05.30 alle 15.30 e tornano sino alle 17.45
Il costo del biglietto è circa € 20,00 andato e ritorno.
L’alternativa è ovviamente fare il tragitto di 10 km a piedi. Ho sentito che ci vogliono almeno 2 ore, considerando anche che la salita è lunga e gli autobus non hanno nessun riguardo nel correre alzando terra e polvere.

 

 

Biglietto d’accesso al sito: come ho spiegato prima (e in attesa di aggiornamenti) il prezzo va da circa € 60,00 a € 80,00.

Guida: quando sono andato, la guida era facoltativa. Ora sembrerebbe obbligatoria al costo di € 75,00.
Pare che però si riesca comunque ad accedere al sito senza pagare questo ulteriore balzello.

Ricapitolando, possiamo quindi considerare 4 fasce di prezzo:

1. Zingarata: € 100,00 ( + circa 80 km a piedi)
colectivos Cusco – Hidroelectrica + 30 km a piedi sino ad Aguas Calientes + salita a piedi sino a Machu Picchu + ingresso al sito + ritorno nello stesso modo.

2. Riposo a caro prezzo: € 450,00
notte a Cusco + colectivos Cusco – Ollantaytambo + treno Ollantaytambo – Aguas Calientes + notte ad Aguas Calientes + autobus sino a Machu Picchu + ingresso al sito + ritorno nello stesso modo + spese varie.

3. Inca Trail: da € 650,00 a € 1.500,00
in base alla durata e alle comodità che si richiedono.

4. Business class: ∞
come diceva qualcuno, “sino all’infinito e oltre”.

 

CONCLUSIONI FINALI

Vale la pena andare a Machu Picchu?
Si! Nonostante tutte le note negative di cui ho parlato, per me ne vale la pena.
Machu Picchu è comunque un luogo storico, una di quelle destinazioni che rappresenta un punto di arrivo.
Ciò che lo rende unico, è il posto in cui si trova, una città costruita sulla cima di una montagna, circondata dalla Cordigliera delle Ande peruviane.
La sua bellezza è esaltata da un’atmosfera mistica e misteriosa, con nuvole, nebbia e sole che la rendono ancora più affascinante.
È probabilmente più una meta per turisti che per viaggiatori, ma è un posto dove ognuno di noi dovrebbe andare almeno una volta nella vita.

 

 

 

 

cosmorevas

Sono Matteo, Cagliaritano del 1986. Per un isolano aerei e navi sono mezzi comuni come una macchina o un treno. Da quando sono piccolo ho viaggiato con la mia famiglia e poi su e giù per l’italia per sport, amici, lavoro, vita. Nel 2009 ho fatto il mio primo viaggio in compagnia di me stesso. Viaggiare da solo è sempre stata una scelta per me, mai un ripiego con rimpianti.

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