Natura

Nel mio viaggio in Messico, il Chiapas mi ha totalmente conquistato.
Non solo per l’atmosfera particolare di San Cristóbal de Las Casas o per gli insegnamenti dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale.
La natura dello Stato più meridionale del Messico è incredibile.
Foreste, giungle, boschi, cascate, fiumi e grotte sono l’habitat naturale di pappagalli, tucani, scimmie, coccodrilli.

 

Canyon-Rio-La-Venta

CANYON DEL RIO LA VENTA

Se si vuole evitare la folla turistica del più famoso Canyon del Sumidero, si può andare senza rimpianti al Canyon del Rio La Venta.

Chiapas, Messico: Canyon Rio La Venta

 

Questo canyon, più adatto se si preferiscono trekking ed esplorazioni, è lungo 80 km e le sue pareti sono alte sino a 400 metri.
Scendendo 750 gradini si arriva al fiume che lo ha generato, raggiungendo anche la bellissima Cascata del Aguacero, alta 70 metri.

 

Chiapas, Messico: Cascata del Aguacero

 

All’interno del canyon ci sono molte grotte, usate dalle popolazioni pre-ispaniche sia come rifugio che per cerimonie.
Nella zona più remota del canyon, conosciuta come “Canyon Sacro” e raggiungibile con un trekking di più giorni, il fiume permette escursioni in kayak e rafting.

 

Chiapas, Messico: Grotta Rio La Venta

SIMA DE LAS COTORRAS

All’interno di questa impressionante cavità naturale di 140 metri di profondità e 160 metri di diametro, vivono migliaia di pappagalli.

 

Chiapas-Messico-Sima-de-las-Cotorras-

 

Consiglio di dormire nelle vicine capanne in pietra, in modo da svegliarsi all’alba e vedere l’incredibile uscita di migliaia di pappagalli dal suo interno.
Dopo questo spettacolo si può passeggiare in sicurezza intorno alla fossa oppure calarsi in corda doppia nelle profondità della cavità.

 

Chiapas-Messico-Sima-de-las-Cotorras-passeggiata

 

 

Chiapas-Messico-Sima-de-las-Cotorras-discesa-in-corda-doppia

 

In questo modo si raggiungerà una grotta sulle cui pareti interne sono presenti varie pitture rupestri pre-ispaniche.

 

Chiapas-Messico-Sima-de-las-Cotorras-pitture-rupestri

 

 

Chiapas-Messico-Sima-de-las-Cotorras-fondo-cavità

 

Non avevo mai fatto una discesa con la corda ed essere lì sospeso è stato molto bello.
La discesa è stata tranquilla e divertente… ma ricordo ancora la fatica per risalire.

 

Chiapas-Messico-Sima-de-las-Cotorras-risalita

 

Al crepuscolo, i pappagalli tornano all’interno della fossa ed è così possibile vedere il loro rientro.
Sono animali fedelissimi e le coppie che si formano durano in eterno.
Per questo è emozionante notare come si muovono sempre in coppia.
I pappagalli solitari sono quelli che non hanno ancora trovato compagnia o che l’hanno persa e resteranno comunque fedeli sino alla fine.

LA GIUNGLA MAYA

Le città Maya mi hanno lasciato senza parole.
Per essere chiaro, per me sono molto più belle di Machu Picchu.

Questo non solo per la bellezza delle costruzioni, ma per l’ambiente che le circonda e che ancora le nasconde e protegge.
Gran parte degli edifici di Palenque sono infatti ancora sepolti sotto la vegetazione tropicale.
Ma questo non toglie niente allo splendore che possiamo vedere.

 

Chiapas - Messico - Palenque

 

Lo stesso discorso vale per Yaxchilan, sito archeologico al confine con il Guatemala.

 

Chiapas - Messico - Yaxchilan

 

Qui addirittura si può arrivare solo navigando sullo storico Rio Usumacinta, il fiume più lungo e con la maggior portata dell’America centrale.

 

Chiapas - Messico - Rio Usumacinta

 

Queste zone sono ovviamente habitat naturale di numerosi animali.

 

Chiapas - Messico - Scimmia urlatrice a Yaxchilan

 

 

scimmia-messico-yaxchilan

 

Tucano-Messico-Mexico-Yaxchilan-Maya

 

coccodrillo-messico-yaxchilan

Prima della partenza, oltrepassare il limite geografico dell’80° parallelo Nord era uno degli obiettivi del mio viaggio.
Sapere che a Magdalenfjorden avrei potuto fare il bagno nelle gelide acque del Mar Glaciale Artico, rendeva grande l’attesa per questo giorno nella spedizione sulla Hurtigruten. Continua a leggere

Dopo la spedizione polare con la Hurtigruten, sino a superare l’80° parallelo nord, ho scelto l’escursione da Longyearbyen a Pyramida e al ghiacciao Nordenskiöldbree come ultima carta per provare a vedere gli animali assenti nei giorni precedenti.
E incredibilmente è stata la scelta perfetta.

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Mi è sempre piaciuta la geografia e spesso capita di scavare nei ricordi cercando mete insolite e poco conosciute per i prossimi viaggi.
È in una di queste ricerche che le Isole Svalbard sono diventate la destinazione illuminante.

Le isole sotto la bandiera norvegese, spesso addirittura nascoste dal braccio dell’asse terrestre nel mappamondo, sono le terre abitate più a nord del pianeta.

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NATURA DEL SELCIATO

Il Selciato del Gigante, patrimonio Unesco dal 1986, è una distesa di circa 40.000 colonne basaltiche per lo più esagonali, alte sino a 28 metri.
La scienza ci insegna che oltre 60 milioni di anni fa, un’eruzione vulcanica sottomarina portò in superficie una grande massa lavica che, a contatto con vento e mare, si raffreddò velocemente, solidificandosi, contraendosi e generando le spaccature che diedero vita a queste particolari colonne.

Questo è il Selciato del Gigante, in continuo cambiamento a causa dei movimenti delle colonne.

 

LA LEGGENDA DEL GIGANTE

Un luogo così particolare non può che ispirare leggende.
Una delle più conosciute riguarda Fionn mac Cumhaill (nome spesso anglicanizzato in Finn McCool).
Il gentile gigante Irlandese costruì la strada per raggiungere la Scozia e affrontare l’omologo rivale Benandonner.
Dopo aver costruito il selciato, stanco per la grande fatica, Fionn si addormentò.
La mattina dopo, la moglie di Fionn, Oonagh, trovò il marito che russava e sentì il fragoroso rumore dei passi di Benandonner che attraversava il selciato. Era davvero enorme e Fionn non avrebbe avuto nessuna speranza di sconfiggerlo.
Oonagh decise allora di mettere una camicia da notte sull’addormentato Fionn, per farlo sembrare un bambino.
Quando Benandonner arrivò a casa, chiese di incontrare il codardo rivale ma Oonagh gli chiese di non urlare altrimenti avrebbe svegliato il figlio.
Benandonner, vedendo le dimensione del “bambino”, si preoccupò di quanto potesse essere grande Fionn e così, spaventato, scappò verso la Scozia distruggendo il selciato dietro di sè.

VISITARE IL SELCIATO DEL GIGANTE

Il biglietto d’ingresso costa 10 £, comprensivi di audioguida multilingue indispensabile per capire l’origine di questo particolare sito e le leggende che lo avvolgono.
Si possono raggiungere le colonne sia con una passeggiata panoramica, sia con un autobus (a pagamento).
Al Centro Visitatori, sostenibile e con una originale struttura che riporta alle colonne basaltiche, si trova avviamente un bar e un negozio di souvenir.

 

COME ARRIVARE

Auto

All’esterno del centro visitatori è disponibile un ampio parcheggio

Mezzi pubblici

Se non si ha una macchina a disposizione, i mezzi pubblici sono un ottimo modo per spostarsi.
Spendere 17£ per la iLink Zona4 permette di usare sia treni che autobus per 24 ore.

La città di Coleraine è il fulcro dei collegamenti con Belfast (autobus 218) e Derry (autobus 234).
Da qui si sale sull’autobus 172, direzione Ballycastle, e si scende alla fermata The Giant’s Causeway, a 150 metri dall’ingresso del Centro Visitatori.

Riserva naturale di Guun Galuut

La vera Mongolia credo sia lontana dalla capitale Ulaan Baatar.
Percorrendo per circa 3 ore le “strade” sterrate che passano, senza indicazioni, tra le verdissime e disabitate colline, si arriva nella riserva naturale di Guun Galuut.

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