I miei viaggi in giro per il mondo per vedere gli animali liberi nel loro habitat naturale: balene, elefanti, orso polare, panda gigante, panda rosso, pinguini, squali…

Articoli

TROMSO: LA CAPITALE ARTICA

AURORA BOREALE, SOLE DI MEZZANOTTE E SPEDIZIONI ARTICHE

Tromsø, considerata la capitale artica, si trova a circa 350 km a nord del Circolo Polare Artico, a 69°40′ di latitudine Nord, nel cuore della natura selvaggia tra maestose montagne e fiordi bellissimi.

Nel nord della Norvegia si ha il buio completo nella stagione notturna polare.
Qui dal 23 novembre al 18 gennaio il sole non sorge mai ma si trova massimo 3 gradi sotto l’orizzonte, sufficienti per garantire la presenza della luce.

Trovandosi proprio sotto l’ovale dell’aurora boreale, è la zona con la più alta probabilità di vedere questo magico fenomeno da fine agosto a fine aprile, generalmente tra le 18.00 e le 24.00.
Se il cielo è limpido, si potrebbe vedere l’aurora boreale proprio sopra la città, ma per aumentare le possibilità dovresti fare un giro lontano dalle luci del centro.

 

Norvegia - Tromso - Sami

 

Grazie alla corrente del Golfo, Tromsø ha un clima costiero più mite rispetto ad altre destinazioni alla stessa latitudine.
La temperatura media invernale è di circa -4°C ma se cerchi l’aurora boreale, ricorda che la temperatura potrebbe andare dai -20°C ai +5°C, quindi vèstiti sempre a strati.

Al contrario, dal 19 maggio al 26 luglio il sole non tramonta mai. Con il fenomeno del sole di mezzanotte puoi godere della piena luce del giorno facendo qualsiasi attività 24 ore su 24.

Tromsø è anche un punto strategico per raggiungere Capo Nord, Isole Svalbard, Isole Lofoten oppure Svezia e Finlandia.
Grazie alla sua posizione oltre il Circolo Polare Artico, è considerata la porta d’accesso al Polo Nord ed è stato il luogo di partenza di molte spedizioni artiche.

 

Norvegia - Tromso - Polaria Museum

 

COSA VEDERE

Cattedrale Artica

Tra le più note costruzioni di Tromsø, l’architettura moderna della Cattedrale Artica, caratterizzata da 11 pannelli di cemento rivestiti in alluminio su ogni lato del tetto, ricorda un iceberg o una tenda Sami ed è stata spesso paragonata alla celebre Opera House di Sydney.
Per raggiungerla dal centro città ci vogliono circa 25 minuti a piedi oppure si possono prendere gli autobus 20, 24, 26 o 28.

L’ingresso principale è circondato da una grande vetrata con una croce pronunciata.

 

Norvegia - Tromso - Cattedrale Artica

 

Monte Storsteinen

A 15 minuti a piedi dalla Cattedrale Artica, nelle belle giornate si può prendere la funivia Fjellheisen, che porta in cima al monte Storsteinen. Da qui si ha una splendida vista sulla città (se le nuvole basse non ne impediscono la visuale).
Altrimenti puoi arrivare in cima salendo i 1.200 gradini di pietra della Scalinata degli Sherpa.

 

Norvegia . Tromso - Monte Storsteinen

 

Tromso Bridge

Una peculiarità di Tromsø è che si trova sull’Isola Tromsøya, collegata alla terraferma da un ponte ad arco.
Si può percorrere anche a piedi per raggiungere la Cattedrale e vedere Tromsø da una prospettiva diversa.

 

Norvegia - Tromso

 

Domkirke

La cattedrale protestante più a nord del mondo è posizionata nella tranquilla via principale di Tromsø ma ho potuto vederla solo dall’esterno.
Gli orari di apertura sono molto variabili e incerti ma è comunque una bella costruzione di architettura neogotica, unica cattedrale in Norvegia interamente in legno.

 

Norvegia - Tromso - Domkirke - Cattedrale protestante

 

Perspektivet Museum

Non so quanto duri ogni esposizione fotografica, ma il museo è gratuito quindi puoi “rischiare” la visita all’interno di questa tenuta neoclassica del 1838.
La soddisfazione o la delusione saranno comunque soggettive.
Io ho potuto vedere foto inedite e per me interessanti.
Al piano terra le foto facevano immaginare le città/villaggi e la vita nei Territori Palestinesi prima della guerra del 1948.

 

Norvegia - Tromso - Perspektivet Museum - Territori Palestinesi

 

Al piano superiore vengono invece mostrate le diverse fedi “dell’homo religiosus”.
Altre foto fanno invece vedere la storia di Tromsø, passando dalla costruzione del ponte a quella dell’aeroporto.

Tromso Museum

Museo multidisciplinare con prima parte dedicata agli animali che vivono nella zona di Tromsø e nell’Artico ed ai cambiamenti climatici che stanno affrontando.
Il piano superiore ci fa vedere prima i danni che sta creando l’uomo con i suoi rifiuti, poi spiega il fenomeno dell’aurora boreale.
Il museo si chiude con l’interessante storia e cultura del Popolo Sami.

 

Norvegia - Tromso - cultura Sami

 

Polaria

Non credo che bisogna considerare questo museo come un acquario solo perchè ci sono tre foche, stelle marine, spugne e altra fauna e flora artica.
Prima di entrare, rifletti sui pannelli posti all’esterno che spiegano la vita nell’Artico e la sua importanza. Questo museo è infatti la porta d’ingresso per capire le Svalbard e ciò che sta succedendo con i cambiamenti climatici.
Capire i danni che fa la plastica è essenziale per tutti noi.

 

Norvegia - Tromso - Polaria Museum

 

MS Polstjernan

Custodita all’interno di una costruzione in vetro, è la nave impiegata per uccidere (o, come si diceva al tempo, “portare a casa”) almeno 100.000 foche. Puoi passeggiare sui suoi ponti, pieni di oggetti dell’epoca, attrezzi per la caccia, numerose foto, video e oggetti relativi alle spedizioni polari.

Pensare a ciò che ha visto questa barca fa però quasi vedere il sangue delle foche sul ponte.
Non è stato molto piacevole per me.

Il biglietto di ingresso è incluso in quello dell’adiacente museo Polaria.

 

Norvegia - Tromso - Polstjerna

 

The Polar Museum

Sarebbe meglio che questo si chiamasse “Museo della caccia polare“.
Mi aspettavo un museo diverso invece è l’esaltazione dei cacciatori (soprattutto di foche e orsi) e la descrizione della caccia effettuata nei secoli nei territori polari.
Sono presenti tanti, troppi, animali imbalsamati. Guardandoli negli occhi mi chiedo il senso della loro presenza nel museo, anzichè nel loro habitat naturale.

 

Norvegia - Tromso - foca

Le guide multilingua consegnate gratuitamente all’ingresso spiega ogni oggetto presente nelle sale (trappole, armi, scritti, foto, disegni, ricostruzioni di scene e metodi di caccia).
Io non ho nulla contro la caccia quando è una necessità per sopravvivere, ma qui davvero si assiste quasi ad ostentazione ed esibizionismo della forza cieca dell’uomo sugli animali.

Animali

La stagione per l’avvistamento di balene e orche varia di anno in anno a seconda della presenza di aringhe nei fiordi.
Solitamente va da novembre alla fine di gennaio e ci sono varie compagnie al porto che effettuano escursioni apposite.
Alcune consentono anche di entrare in acqua con le balene, anche se questa esperienza, visto il clima, non è garantita.

Se sei interessato, ti consiglio di andare alle Isole Tonga, dove ho nuotato con le balene a Nuku’alofa.

 

Tonga - nuotare con le balene

 

Gli husky sono alcuni degli animali più popolari da incontrare a Tromsø, con cui fare slittino o passeggiare nei boschi.

Un altro animale che probabilmente vedrai è la renna. Spesso camminano liberamente lungo la strada oppure puoi conoscere la popolazione Sami, con cui alimentare le renne o farti trainare da loro a bordo di una slitta.

 

Norvegia - renne

 

COME MUOVERSI

Aereo

Ci sono 3 collegamenti tra il centro città e l’aeroporto:
– l’autobus espresso impiega circa 15 minuti, con diverse fermate vicino agli hotel e nei punti strategici della città.
– le linee degli autobus urbani 24, 40 e 42.
– i taxi

Nave

La Hurtigruten parte da Tromsø ogni giorno.

Il porto turistico si trova a circa 4 km dal centro della città.
Si può tranquillamente raggiungere a piedi oppure con gli autobus urbani 30 e 42.

 

Hurigruten - Nordkapp

 

Autobus distrettuali

Gli autobus di linea distrettuali permettono di fare alcune escursioni nei dintorni del comune di Tromsø e partono da Prostneset, la principale stazione degli autobus della città, che si trova accanto all’Ufficio Informazioni Turistiche.

Autobus 420 Tromsø – Hella – Brensholmen – Sommarøy:
Breve escursione da Tromsø intorno alla parte meridionale dell’isola di Kvaløya.

Autobus 425 Tromsø – Ersfjordbotn:
Vista fantastica sui fiordi e sulle montagne scoscese.

Autobus 450 Tromsø – Tønsvik – Oldervik:
Raggiungi sentieri escursionistici segnalati e vedi panorami fantastici sul mare e sulle Alpi di Lyngen.

 

Norvegia - Tromso

 

PROSEGUIRE IL VIAGGIO

Norvegia settentrionale

Si può viaggiare da Tromsø ad Alta in autobus e da qui, dopo almeno una notte di sosta, prendere un altro autobus per Kirkenes o Honningsvåg, da cui poi raggiungere Nordkapp-Capo Nord o Knivskjellodden.

La Hurtigruten, diretta a nord, parte ogni giorno da Tromsø con un viaggio di 17 ore per Honningsvåg.

Un’altra opzione è quella di volare da Tromsø a Honningsvåg via Hammerfest.

 

Norvegia - Nordkapp - da lontano

 

Isole Svalbard

L’unico modo per arrivare alle Svalbard è in aereo e ci sono voli giornalieri da Tromsø a Longyearbyen durante tutto l’anno.
In alta stagione, da marzo ad agosto, il numero di voli aumenta.

Ricorda che le Svalbard sono al di fuori dell’Area Schengen ed è quindi necessario il passaporto.

 

Isole Svalbard - Pyramida - orso polare

Verso il sud della Norvegia

Se vuoi emozionarti viaggiando verso sud devi sicuramente fare il tratto il nave.
Con la Hurtigruten si possono raggiungere le Isole Lofoten, Bodø, Trondheim e Bergen.

C’è un collegamento giornaliero in autobus da Tromsø a Fauske. Da qui si può proseguire verso sud in treno per Trondheim, Oslo, Bergen e altre destinazioni.

 

Norvegia - Trondheim - Kayak sul fiume Nidelva

 

Svezia

Ci sono vari voli diretti da Tromsø a Stoccolma.

L’autobus Länstrafiken Norrbotten va da Tromsø a Narvik, da dove poi proseguire per Björkliden, Abisko e Kiruna in Svezia.
Oppure da Narvik si può proseguire in treno a Boden, Luleå, Haparanda e Stoccolma.

 

Norvegia - Tromso

 

IMMERSIONI CON GLI SQUALI

Sono isolano e quindi ho un legame molto forte con il mare.
Avevo deciso di prendere il brevetto sub perchè non si può pensare di conoscere il mondo marino senza scendere in profondità.
Dopo le prime immersioni in Sardegna, ho iniziato a pensare agli squali.

Ho visto tanti video fatti in Sud Africa ma le gabbie non erano la mia massima aspirazione.
Sia perchè nella vita non mi piace stare in gabbia, sia perchè è una pratica molto crudele per gli squali.
Vengono infatti attirati con le esche e non è raro che lo squalo si faccia male o che resti incastrato nella gabbia sino magari a morire per le ferite riportate.
Nei miei viaggi ho imparato a rispettare gli animali e non era questa l’esperienza che cercavo.
Per vedere gli squali volevo andare nel loro habitat naturale, vederli liberi.
Ho quindi cercato il modo per realizzare questo sogno (ma sarebbe meglio chiamarla follia) e ho trovato 4 possibili mete: Sud Africa, Hawaii, Bahamas e Fiji.
Non so se ce ne siano anche altre ma le coincidenze cosmiche mi hanno portato alle Fiji, dove per molti si può fare la migliore immersione con gli squali al mondo.

Qui infatti si possono vedere sino ad otto specie diverse di squali: pinna nera, pinna bianca, grigi, argentati, nutrici fulvi, tigre, limone e leuca (o zambesi, spesso confuso con lo squalo toro perchè nei Paesi anglosassoni viene chiamato “bull shark”).
Ovviamente gli squali sono il fulcro dell’immersione ma l’oceano potrebbe essere affollato anche di pesci labro maori, arcobaleno, carango gigante indopacifico, murene, cernie, razze, tartarughe ed oltre 400 specie di pesci tropicali della barriera corallina.
Insomma, chi odia gli acquari e vuole vedere certi animali liberi nel loro habitat naturale, deve venire qua.

 

Isole Fiji - Beqa Lagoon - immersione con gli squali senza gabbia

 

BEQA LAGOON

A circa due ore e mezza di auto dall’Aeroporto Internazionale di Nadi e ad un’ora dalla capitale Suva, si trova Pacific Harbour, base principale per tutte le escursioni nella Beqa Lagoon.
Qui nel 2004 è stato istituito il parco marino protetto Shark Reef Marine Reserve, esempio di ecoturismo sostenibile ed efficiente.
Un team internazionale di scienziati è costantemente impegnato nelle ricerche sulle specie animali che vivono in questa area dell’Oceano Pacifico, capitale mondiale del corallo molle.
Non si può pensare di proteggere gli squali se non si lavora anche alla conservazione dell’habitat.
Le società che gestiscono la riserva marina, in accordo con il governo, portano avanti un progetto di economia sostenibile con i pescatori locali (che hanno assistito ad un enorme incremento della pesca al di fuori della riserva) e con la comunità (molti lavorano come guide subacquee o come guardiani).
Parte del denaro guadagnato viene inoltre destinato ad istruzione, infrastrutture, attrezzature e riciclo dei rifiuti.

 

Isole Fiji - Pacific Harbour

 

PREPARAZIONE

Una volta decisa la mia follia, penso subito a come realizzarla.
Ho guardato video su Youtube, letto i racconti dei sub nei siti specializzati e contattato ostelli e alberghi sino a trovare il centro che organizza le immersioni.
Avendo i posti limitati, è necessario prenotare in anticipo.
La cifra per 2 immersioni con noleggio dell’attrezzatura è di circa € 150,00.

Dopo aver prenotato, ho passato il tempo che mancava a ripassare la teoria, fare qualche immersione in Sardegna e guardare video per essere mentalmente pronto a ciò che avrei trovato nella Beqa Lagoon.

Poi è arrivato il giorno della partenza. Sono servite quasi 24 ore per raggiungere Nadi da Cagliari e uscendo dall’aeroporto ho subito trovato un pulmino con direzione Suva e passaggio a Pacific Harbour.
Quasi tutti gli ospiti delle strutture della zona sono infatti sub che parteciperanno a questo spettacolo.

Il fatidico giorno la tensione è palpabile e anche i sub più esperti non nascondono le emozioni.
Qualcuno ha attrezzature da migliaia di euro, io ho semplicemente costume, maschera, asciugamano e gopro.
Parlando con qualcuno noto lo stupore per il fatto che io sia lì con solo una ventina di immersioni alle spalle e senza aver mai fatto esperienze con squali più “facili”.
Ma io sono così, non mi piacciono le vie di mezzo e devo andare subito oltre il limite.

Un pulmino porta tutti al porto. Dopo le formalità burocratiche si indossano le mute e ci si divide in due barche.
Per raggiungere il luogo dell’immersione servono circa 20 minuti di navigazione nei quali si fa la riunione tecnica.
Con chiarezza e grande eccitazione, le guide spiegano cosa succederà lì sotto e come bisogna comportarsi, sia sott’acqua sia in caso di urgenze di pronto soccorso a bordo.
Poi all’improvviso la barca si ferma, ci si controlla velocemente e si entra in acqua.

LA PRIMA IMMERSIONE

Quasi tutto ciò che può andare male ad un sub, mi è capitato nella prima immersione.
Non ho tanta esperienza quindi tendo ad entrare in acqua tra gli ultimi, in modo da sprecare meno aria possibile.
Siamo circa 30 persone ma, cosa per me inattesa, non abbiamo formato le coppie per scendere in sicurezza.
Ci siamo trovati quindi tutti in fila vicino alla barca sino alle parole che hanno dato il via all’immersione: “scendiamo il più in fretta possibile a -30 metri“.
Non era questo il segnale che aspettavo.

Inizio a scendere con calma ma velocemente, trovandomi ben presto da solo intorno ai -20 metri.
Cerco un altro sub per continuare in sicurezza ma almeno 20 persone sono già arrivate al punto stabilito, gli altri sono sopra di me con difficoltà a proseguire la discesa.
Mentre mi chiedo se sia più sicuro terminare la discesa da solo o aspettare che mi raggiunga qualcuno, mi accorgo di avere uno squalo a una decina di metri da me.
Non chiedermi che squalo fosse, non chiedermi quanti metri fosse grande. È il primo squalo che ho visto e non avevo immaginato di vederlo in questo modo.
Scendo il più velocemente possibile pensando solo “muoviti, prima che ti veda e gli venga l’acquolina in bocca!“.

 

Isole Fiji - Beqa Lagoon - immersione con gli squali senza gabbia

 

Ma una volta arrivato nel punto stabilito, “la Cattedrale”, sono ancora più in difficoltà.
Perchè i video che si vedono su Youtube (e in realtà anche quello che ho fatto io successivamente) mostrano situazioni perfette, respiro calmo, immagini stabili, subacquei sereni appoggiati sulla barriera corallina.
La realtà è maledettamente diversa.

 

Isole Fiji - Beqa Lagoon - immersione con gli squali senza gabbia

 

Pensavo di trovare un appiglio stabile e invece sul fondale ci sono solo rocce appoggiate.
E a -30 metri la corrente è fortissima.
Sarà stata la situazione, sarà stata la poca esperienza ma nè io nè altri riusciamo a tenere l’assetto e a stare fermi.
Quando si muove uno, se ne porta via almeno 5.

 

Isole Fiji - Beqa Lagoon - immersione con gli squali senza gabbia

 

Tutto questo ovviamente mentre decine di squali affollano l’oceano, banchettando a pochi centimetri da noi.

 

Isole Fiji - Beqa Lagoon - immersione con gli squali senza gabbia

 

Quando la situazione si è fatta troppo pericolosa (o forse quando è finito il pasto degli squali, non lo so) le guide indicano la via per il luogo della seconda parte dell’immersione, da raggiungere nuotando contro corrente.
Saliamo intorno ai -15 metri per dar da mangiare ad altri squali.
Qui trovo una posizione migliore, centrale. Ma la calma dura poco.

Nel lato destro, la corrente è visibilmente più forte e se io ed altri siamo riparati, i sub in quella zona sono in difficoltà.
Non riescono a stare fermi e vengono spazzati da una parte all’altra, sino a coinvolgere praticamente tutto il gruppo.
A quel punto, come dentro una gigantesca lavatrice, è il caos: impossibile non dare e ricevere involontariamente gomitate, calci e colpi di bombole o perdere qualcosa (camera ma ancora peggio l’erogatore).
Impossibile non terminare l’immersione e far risalire tutti in superficie.

 

Isole Fiji - Beqa Lagoon - immersione con gli squali senza gabbia

 

Ma ogni sub, anche il più esperto, sa che il pericolo principale è sempre uno: l’aria.
In un’immersione simile, pur se durata solo 25 minuti, non può che capitare quello che immagini: qualcuno ha finito l’aria nella bombola.
Ho visto almeno un’altra persona con questo problema.
Si, un’altra, perchè anche io ho finito l’aria, a circa -8 metri.

Vicino a me c’è comunque una delle guide e al classico gesto di segnalazione, ricevo subito l’erogatore di emergenza (riguardando i video a casa noterò che ovviamente in acqua c’erano varie bombole di sicurezza).
La risalita prosegue così senza ulteriori problemi.
Una volta in superficie, salgo al volo in barca, rendendomi conto di aver perso la gopro.
Ormai rassegnato, avviso una delle guide che riscende senza esitazione, recuperando la cam (e concludendo anche il video con delle immagini degli squali vicino a lui).

 

Isole Fiji - Beqa Lagoon - immersione con gli squali senza gabbia -

 

Sulla barca mi serve qualche minuto per riprendere serenità. Non sono terrorizzato ma ripenso a tutto ciò che è successo là sotto.
Anche altri non se la sono vista benissimo. Qualcuno in realtà non ha proprio visto niente.
Come detto, alcuni sub all’inizio dell’immersione si sono trovati subito in difficoltà e, spaventati o isolati, hanno rinunciato alla discesa e sono risaliti in barca.

LA SECONDA IMMERSIONE

Tra una chiacchiera, una tazza di the caldo e qualcosa da mangiare, si avvicina il momento di una decisione importante: fare la seconda immersione o stare sulla barca?

Ammetto di aver scelto a lungo la seconda opzione.
Sono successe troppe cose lì sotto, non voglio rivivere un’esperienza simile, mi è andata bene una volta e la seconda non so se avrebbe lo stesso esito, ho comunque visto gli squali liberi nel loro habitat e magari mi farei dare un video da un altro sub…

Ma poi penso che il peggio mi è già successo e non può ricapitarmi dopo pochi minuti, ho visto gli squali ma non li ho davvero ammirati, nonostante tutto sono ancora qui a ragionare, aver perso e recuperato la gopro significa che devo riusarla.
Insomma, decido di fare la seconda immersione ma di cambiare strategia.

Mi preparo con largo anticipo e scendo in acqua tra i primi.

 

Isole Fiji - Beqa Lagoon - immersione con gli squali senza gabbia

 

Questo mi permette di fare la discesa rapida con le guide, arrivare velocemente a -30 metri e sistemarmi nel posto riparato da tutte le correnti.

Davanti ai miei occhi inizio a vedere i primi squali curiosi che ci osservano muovendosi molto lentamente.
Questa volta deve andare per forza tutto bene e penso solo a non agitarmi perchè tutto dipende da me.
Mentre il resto del gruppo termina la discesa e si sistema sul fondale, io sono già rilassato, con l’assetto perfetto, mi concentro sulla respirazione lenta e ho la gopro stabilizzata.

 

Isole Fiji - Beqa Lagoon - immersione con gli squali senza gabbia

 

Migliaia di pesci colorano l’acqua e il numero di squali aumenta velocemente.
Si avvicinano curiosi sino a pochi centimetri e poi cambiano direzione quando inizi a pensare che ti sbattano addosso. Sono meravigliosi ed è un’emozione fortissima vederli liberi, un sogno che si realizza.

 

Isole Fiji - Beqa Lagoon - immersione con gli squali senza gabbia

 

Poi è il momento della merenda: un bidone colmo di pesce si apre lentamente e gli squali mostrano tutta la loro potenza. Si muovono più freneticamente e l’acqua si introrbidisce.

 

Isole Fiji - Beqa Lagoon - immersione con gli squali senza gabbia

 

Isole Fiji - Beqa Lagoon - immersione con gli squali senza gabbia

 

Mi godo uno spettacolo incredibile. Sto vivendo uno dei tanti documentari visti in tv.
Circa 100 squali sono vicini a me, quasi mi accarezzano, possiamo guardarci negli occhi.

 

Isole Fiji - Beqa Lagoon - immersione con gli squali senza gabbia

 

Isole Fiji - Beqa Lagoon - immersione con gli squali senza gabbia

 

E nel frattempo migliaia di pesci sfrecciano in tutte le direzioni, forse per recuperare le briciole lasciate dai padroni degli oceani.
Siamo ospiti a casa loro. Ospiti privilegiati.
Ero preparato mentalmente a un’immersione di questo tipo e quindi la vivo con totale calma.

 

Isole Fiji - Beqa Lagoon - immersione con gli squali senza gabbia

 

Il bidone viene spostato in orizzontale in modo che tutti i sub possano vivere la stessa esperienza. Vivo quello che non sono riuscito a vedere nella prima immersione.

 

Isole Fiji - Beqa Lagoon - immersione con gli squali senza gabbia

 

Dopo circa 15 minuti le guide sbattono ripetutamente le bombole: è il segnale che l’immersione deve terminare e dobbiamo iniziare le procedure per la risalita in superficie.

 

Isole Fiji - Beqa Lagoon - immersione con gli squali senza gabbia

 

Non so se qualcosa sia andato storto ad altri sub ma credo sia probabile.

Sono comunque felice di aver vissuto questa esperienza e il video che sono riuscito a girare mi emozionerà ogni volta.

CONCLUSIONI

Immergersi con gli squali è un’esperienza difficile da spiegare se non la si vive.
Ho scritto al presente, cercando di coinvolgerti in ogni istante e in ogni mia emozione.

Probabilmente la mia poca esperienza mi ha fatto correre dei rischi altissimi ma è anche vero che sub molto più esperti di me hanno vissuto l’immersione dalla barca perchè non sono riusciti a scendere velocemente ed altri hanno comunque avuto difficoltà nel gestire la corrente.
Forse la sicurezza non è stata impeccabile ma le immersioni nella Beqa Lagoon vengono fatte da decenni e mai nessuno è rimasto ucciso o gravemente ferito.

Si ha comunque a che fare con squali di grandi dimensioni, predatori potenzialmente letali che devono essere rispettati.

 

Isole Fiji - Beqa Lagoon - immersIsole Fiji - Beqa Lagoon - immersione con gli squali senza gabbiaione con gli squali senza gabbia - 18

 

Credo che gli animali che frequentano quest’area del Pacifico siano ormai abituati ai sub che si immergono per vedere lo spettacolo e soprattutto a ricevere il pasto quotidiano, come se fosse un’abitudine certa, prevedibile e puntuale.
Si potrebbe anche discutere su quanto ciò sia etico ma io resto dell’idea che la cosa importante sia non danneggiare gli animali, e questo avviene, come dimostrato da tutte le ricerche scientifiche.
Queste attività garantiscono inoltre la tutela degli squali perchè consentono alle comunità locali di vivere grazie alle migliaia di sub (dilettanti, professionisti, scienziati, biologi, registi cinematografici ecc) che si recano quotidianamente nelle Isole Fiji per vivere questa incredibile esperienza.

Da provare almeno una volta nella vita.

 

Isole Fiji - Beqa Lagoon - immersione con gli squali senza gabbia

 

ISLA HOLBOX: L’ISOLA DEL RELAX

La mia prima grande delusione

A Isla Holbox ho avuto la prima grande delusione nei miei viaggi.

Ho sempre associato il Messico all’EZLN ed ai Maya ma quando ho iniziato ad organizzare questo viaggio mi sono informato su tutto ciò che poteva interessarmi.
Tra le varie possibilità, ho scoperto che le acque dell’isola Holbox sono frequentate, in certi periodi dell’anno, dagli squali balena.
Lungo sino a 20 metri e con un peso che arriva alle 34 tonnellate, è lo squalo più grande che esiste.
Non è pericoloso per l’uomo (a meno che non si venga colpiti nuotandoci troppo vicino) perchè si nutre principalmente di plancton.
Ho deciso quindi di trascorrere due notti sull’isola per poter vedere da vicino questo gigante dei mari, nel suo habitat naturale.

Ma il meteo non era d’accordo.

 

Messico-Isla-Holbox-strada

 

Isla Holbox mi ha accolto con un pesante diluvio e la pioggia è scesa quasi ininterrottamente per 4 giorni, impedendo l’uscita delle barche e qualsiasi possibilità di vedere da vicino gli squali balena.
Ho annullato il soggiorno a Cancun per trattenermi e aspettare che il tempo migliorasse ma è stato tutto inutile.
Pur con tanti rimpianti, ho dovuto lasciare l’isola per volare a Cuba.

Quando non si va in uno zoo, si rischia di non vedere gli animali che si cercavano.
Per la prima volta da quando ho iniziato a viaggiare, ho dovuto fare i conti con la natura.

Mi è ricapitato qualche anno dopo alle Fiji, quando il troppo vento ha tenuto lontane le mante giganti.
Però devo anche dire che sono stato fortunato a vedere i pinguini in Patagonia, gli orsi polari alle Isole Svalbard, gli elefanti in Laos, i panda in Cina, gli squali alle Fiji e le balene a Tonga.

 

Un addio è un nuovo inizio

Certi luoghi resteranno per sempre legati ad alcune decisioni fondamentali della nostra vita.

Valigia o zaino? Tutti prima o poi ci facciamo questa domanda.
La risposta spesso è determinata dal tipo di viaggi che si fanno e dalle esperienze che ne conseguono.

Ho iniziato a viaggiare con la valigia perchè, ad un primo sguardo, è facile scegliere la comodità delle ruote rispetto ad un peso da portare sulle spalle.
Ma questo è sempre valido?

Ti è mai capitato di dover portare la valigia con tutto il suo peso da un lato del corpo che ti sbilancia, su per una ripida ed infinita scalinata in legno, poi camminare sotto il diluvio per 2 km in un’isola dove non ci sono strade asfaltate ma solo sabbia, con le ruote che si bloccano e diventano un ulteriore rallentamento mentre sei completamente fradicio?
Ecco, tutto questo mi è successo a Isla Holbox!

Ed è proprio qui, per questo, che ho deciso di dire addio alla valigia ed iniziare la mia vita da backpacker, cioè viaggiatore zaino in spalla.

E non mi sono mai pentito.

 

Messico-Isla-Holbox-hostel

 

COSA FARE A ISLA HOLBOX

Sono scappato in anticipo dall’eterno folle divertimento di Cancun per arrivare in circa 3 ore nella lenta e calma Holbox.
Tutta l’isola è pedonale e si può quindi passeggiare tranquillamente alla ricerca del miglior souvenir o del ristorante messicano con tacos, aragosta o ceviche più buoni.
Escluse le esigenze di lavoro, gli unici mezzi di trasporto sono le bici e le golf car. Si, proprio le macchine elettriche che si vedono nei campi da golf.
Di sera, residenti e viaggiatori si ritrovano nei locali o nella piazza principale, che si anima con musica dal vivo.

Le spiagge sono lunghe distese di sabbia bianca e fine, con l’acqua bassa che degrada molto lentamente.

 

Messico-Isla-Holbox

 

Holbox fa parte della Riserva della biosfera di Yum Balam ed è un rifugio naturale per varie specie in via di estinzione o comunque minacciate.
La maggior parte degli abitanti è interessata a mantenere intatto questo ecosistema e partecipa a progetti di turismo sostenibile.
Da maggio a settembre è solitamente possibile nuotare con gli squali balena ma, come detto, purtroppo il meteo non mi è stato amico e non ho potuto vivere questa esperienza.

Se ci sono gli squali balena, significa che c’è anche il loro cibo preferito: il plancton.
Le lucciole sono il primo animale che associamo all’emissione di luce.
Questo fenomeno avviene grazie ad alcune reazioni chimiche che avvengono nel loro corpo e coinvolge molti organismi viventi. Tra questi c’è anche il plancton.

Questi organismi sono incapaci di nuotare attivamente e vengono quindi trasportati dalle onde e dalle correnti.
E quando il plancton brilla nel buio, si vede uno spettacolare mare di stelle.

 

Isla Holbox - Messico - bioluminescenza plancton

 

Secondo alcuni studi scientifici, la bioluminescenza è un’arma di difesa usata da questi microrganismi.
L’intensità del lampo luminoso nella notte infastidisce i vari predatori, spesso fotofobici, e inoltre li rende visibili ai cacciatori di un livello trofico superiore.

Di notte, soprattutto nella zona occidentale dell’isola, è quindi possibile vedere la bioluminescenza del plancton.

Oltre il totale riposo, altre attività possibili sono il kayak tra le mangrovie della laguna e l’osservazione di animali come fenicotteri e pellicani.

 

Messico-Isla-Holbox-barche

 

 

pellicano-messico-isla-holbox

CHIAPAS: IL CUORE DEL MESSICO

Nel mio viaggio in Messico, il Chiapas mi ha totalmente conquistato.
Non solo per l’atmosfera particolare di San Cristóbal de Las Casas o per gli insegnamenti dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale.
La natura dello Stato più meridionale del Messico è incredibile.
Foreste, giungle, boschi, cascate, fiumi e grotte sono l’habitat naturale di pappagalli, tucani, scimmie, coccodrilli.

 

Canyon-Rio-La-Venta

CANYON DEL RIO LA VENTA

Se si vuole evitare la folla turistica del più famoso Canyon del Sumidero, si può andare senza rimpianti al Canyon del Rio La Venta.

Chiapas, Messico: Canyon Rio La Venta

 

Questo canyon, più adatto se si preferiscono trekking ed esplorazioni, è lungo 80 km e le sue pareti sono alte sino a 400 metri.
Scendendo 750 gradini si arriva al fiume che lo ha generato, raggiungendo anche la bellissima Cascata del Aguacero, alta 70 metri.

 

Chiapas, Messico: Cascata del Aguacero

 

All’interno del canyon ci sono molte grotte, usate dalle popolazioni pre-ispaniche sia come rifugio che per cerimonie.
Nella zona più remota del canyon, conosciuta come “Canyon Sacro” e raggiungibile con un trekking di più giorni, il fiume permette escursioni in kayak e rafting.

 

Chiapas, Messico: Grotta Rio La Venta

SIMA DE LAS COTORRAS

All’interno di questa impressionante cavità naturale di 140 metri di profondità e 160 metri di diametro, vivono migliaia di pappagalli.

 

Chiapas-Messico-Sima-de-las-Cotorras-

 

Consiglio di dormire nelle vicine capanne in pietra, in modo da svegliarsi all’alba e vedere l’incredibile uscita di migliaia di pappagalli dal suo interno.
Dopo questo spettacolo si può passeggiare in sicurezza intorno alla fossa oppure calarsi in corda doppia nelle profondità della cavità.

 

Chiapas-Messico-Sima-de-las-Cotorras-passeggiata

 

 

Chiapas-Messico-Sima-de-las-Cotorras-discesa-in-corda-doppia

 

In questo modo si raggiungerà una grotta sulle cui pareti interne sono presenti varie pitture rupestri pre-ispaniche.

 

Chiapas-Messico-Sima-de-las-Cotorras-pitture-rupestri

 

 

Chiapas-Messico-Sima-de-las-Cotorras-fondo-cavità

 

Non avevo mai fatto una discesa con la corda ed essere lì sospeso è stato molto bello.
La discesa è stata tranquilla e divertente… ma ricordo ancora la fatica per risalire.

 

Chiapas-Messico-Sima-de-las-Cotorras-risalita

 

Al crepuscolo, i pappagalli tornano all’interno della fossa ed è così possibile vedere il loro rientro.
Sono animali fedelissimi e le coppie che si formano durano in eterno.
Per questo è emozionante notare come si muovono sempre in coppia.
I pappagalli solitari sono quelli che non hanno ancora trovato compagnia o che l’hanno persa e resteranno comunque fedeli sino alla fine.

LA GIUNGLA MAYA

Le città Maya mi hanno lasciato senza parole.
Per essere chiaro, per me sono molto più belle di Machu Picchu.

Questo non solo per la bellezza delle costruzioni, ma per l’ambiente che le circonda e che ancora le nasconde e protegge.
Gran parte degli edifici di Palenque sono infatti ancora sepolti sotto la vegetazione tropicale.
Ma questo non toglie niente allo splendore che possiamo vedere.

 

Chiapas - Messico - Palenque

 

Lo stesso discorso vale per Yaxchilan, sito archeologico al confine con il Guatemala.

 

Chiapas - Messico - Yaxchilan

 

Qui addirittura si può arrivare solo navigando sullo storico Rio Usumacinta, il fiume più lungo e con la maggior portata dell’America centrale.

 

Chiapas - Messico - Rio Usumacinta

 

Queste zone sono ovviamente habitat naturale di numerosi animali.

 

Chiapas - Messico - Scimmia urlatrice a Yaxchilan

 

 

scimmia-messico-yaxchilan

 

Tucano-Messico-Mexico-Yaxchilan-Maya

 

coccodrillo-messico-yaxchilan

ESCURSIONE A PYRAMIDEN DA LONGYEARBYEN

TROVARE L’URSS E GLI ORSI POLARI

Dopo la spedizione polare con la Hurtigruten, sino a superare l’80° parallelo nord, ho scelto l’escursione da Longyearbyen a Pyramida e al ghiacciao Nordenskiöldbree come ultima carta per provare a vedere gli animali assenti nei giorni precedenti.
E incredibilmente è stata la scelta perfetta.

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LONGYEARBYEN: VIAGGIO AI CONFINI DEL MONDO

Il gate 20 è al piano inferiore dell’aeroporto di Tromso e camminando nei grigi corridoi sembra di essere già usciti dalla pulita e ordinata Norvegia.
Il passaggio alla dogana per il controllo passaporti segna l’uscita dall’area Schengen e porta nella sala d’attesa.

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ISOLE SVALBARD: VIAGGIO AL POLO NORD

Mi è sempre piaciuta la geografia e spesso capita di scavare nei ricordi cercando mete insolite e poco conosciute per i prossimi viaggi.
È in una di queste ricerche che le Isole Svalbard sono diventate la destinazione illuminante.

Le isole sotto la bandiera norvegese, spesso addirittura nascoste dal braccio dell’asse terrestre nel mappamondo, sono le terre abitate più a nord del pianeta.

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